Lutti e perdite

Dare un posto a ciò che non c’è più

Una perdita modifica il rapporto con il tempo, con gli altri e con l’immagine di sé. Non riguarda soltanto la morte di una persona: anche separazioni, interruzioni, perdita della salute, del lavoro o di un progetto possono richiedere una profonda riorganizzazione.

In breve

Il lutto non segue una sequenza obbligatoria né tempi uguali per tutti. Una valutazione può essere utile quando il dolore rimane molto intenso, blocca stabilmente la quotidianità o si accompagna ad altre difficoltà significative.

Ogni perdita ha una storia

Non esiste una sequenza obbligatoria di fasi né un tempo uguale per tutti. Il modo di attraversare una perdita dipende dal legame, dalle circostanze, dalle risorse, dalla possibilità di condividere ciò che si prova e dal riconoscimento ricevuto dall’ambiente.

Le perdite meno visibili

Alcune esperienze non trovano rituali, parole o legittimazione sociale. Quando il dolore non viene riconosciuto, può diventare più difficile chiedere sostegno e comprendere la portata del cambiamento.

Il senso del lavoro terapeutico

La psicoterapia non impone di “lasciare andare”. Può aiutare a dare forma all’esperienza, tollerare emozioni anche contraddittorie, riorganizzare il legame con ciò che è stato perduto e costruire una continuità possibile con la propria vita.

Quando può essere utile un colloquio

Non è l’intensità del dolore, da sola, a stabilire se serva una psicoterapia. Può essere utile chiedere un confronto quando la perdita continua a bloccare in modo significativo la vita quotidiana, si accompagna a forte isolamento o riattiva esperienze precedenti che diventano difficili da contenere.

Il primo compito non è accelerare il lutto, ma comprendere che cosa è stato perduto, quale posto occupava nella storia della persona e quali sostegni sono disponibili nel presente.

Lo sguardo di Rotte

Nel lavoro di Rotte si distingue ciò che è stato perduto da ciò che del legame, del ruolo o del progetto continua ad avere significato. L’obiettivo non è cancellare o “superare” rapidamente la perdita, ma renderla progressivamente integrabile nella continuità della propria vita.

Per approfondire le perdite non riconosciute

Lutti Invisibili è il progetto editoriale curato dalla Dott.ssa Katia Buonanno dedicato alle perdite visibili, ambigue e prive di riconoscimento sociale.

Fonti e riferimenti

Riferimenti selezionati per l’inquadramento informativo della pagina. Non sostituiscono la valutazione del singolo caso.

  1. NHS — Grief after bereavement or loss
  2. Stroebe e Schut — The dual process model of coping with bereavement

Autrice e revisione clinica

Dott.ssa Katia Buonanno

Psicologa psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n. 7525. Testo scritto e revisionato clinicamente dalla professionista. Ultima revisione: 4 ottobre 2026.

Pagina dell’autrice · Come vengono curati i contenuti

Come iniziare

Per richiedere un primo colloquio in studio a Parma o online, puoi contattarmi e indicare brevemente il motivo della richiesta. L’incontro permette di comprendere la domanda e valutare insieme quale forma di intervento possa essere appropriata.

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