Trauma medico

Quando la cura lascia un’esperienza difficile da integrare

Una diagnosi, un ricovero, un intervento, il dolore o l’incertezza possono produrre un impatto psicologico che prosegue anche quando la fase medica più urgente è terminata.

In breve

Diagnosi, ricoveri, interventi, terapie intensive e percorsi di cura possono essere vissuti come traumatici e lasciare allarme, evitamento, paura delle sensazioni corporee o perdita di continuità personale.

Il corpo come luogo dell’allarme

Dopo un’esperienza sanitaria difficile, controlli, sintomi, ambienti ospedalieri o sensazioni corporee possono riattivare paura e impotenza. Talvolta la persona fatica a fidarsi del proprio corpo o vive ogni segnale come l’annuncio di un nuovo pericolo.

Non è mancanza di gratitudine

Essere stati curati non impedisce di aver vissuto paura, perdita di controllo o solitudine. Sollievo e sofferenza possono coesistere. Riconoscere entrambe le dimensioni permette di avvicinarsi all’esperienza senza giudicarla.

Integrare ciò che è accaduto

La psicoterapia può aiutare a distinguere il rischio presente dal ricordo dell’allarme, recuperare un rapporto più abitabile con il corpo e integrare il percorso di malattia o cura nella propria identità, senza lasciare che la definisca interamente.

Che cosa viene valutato

Si considera il tipo di esperienza sanitaria, il grado di minaccia percepita, la perdita di controllo, il dolore, le cure ancora in corso e il modo in cui il corpo o gli ambienti medici riattivano l’allarme. Si osserva inoltre come l’esperienza abbia modificato fiducia, autonomia, relazioni e immagine di sé.

Il lavoro psicoterapeutico non sostituisce le cure mediche. Quando serve, si mantiene una distinzione chiara tra segnali che richiedono un approfondimento sanitario e reazioni legate al ricordo traumatico.

Lo sguardo di Rotte

Nel lavoro di Rotte si ricostruiscono le coordinate dell’esperienza sanitaria: ciò che è accaduto, ciò che continua a riattivare l’allarme e ciò che appartiene invece al presente. Il percorso mira anche a restituire spazio all’identità della persona oltre il ruolo di paziente.

Fonti e riferimenti

Riferimenti selezionati per l’inquadramento informativo della pagina. Non sostituiscono la valutazione del singolo caso.

  1. NICE — Post-traumatic stress disorder
  2. NHS — Post-traumatic stress disorder
  3. National Institute of Mental Health — Post-traumatic stress disorder

Autrice e revisione clinica

Dott.ssa Katia Buonanno

Psicologa psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n. 7525. Testo scritto e revisionato clinicamente dalla professionista. Ultima revisione: 4 ottobre 2026.

Pagina dell’autrice · Come vengono curati i contenuti

Come iniziare

Per richiedere un primo colloquio in studio a Parma o online, puoi contattarmi e indicare brevemente il motivo della richiesta. L’incontro permette di comprendere la domanda e valutare insieme quale forma di intervento possa essere appropriata.

Informazioni e contatti