In breve
Diagnosi, ricoveri, interventi, terapie intensive e percorsi di cura possono essere vissuti come traumatici e lasciare allarme, evitamento, paura delle sensazioni corporee o perdita di continuità personale.
Il corpo come luogo dell’allarme
Dopo un’esperienza sanitaria difficile, controlli, sintomi, ambienti ospedalieri o sensazioni corporee possono riattivare paura e impotenza. Talvolta la persona fatica a fidarsi del proprio corpo o vive ogni segnale come l’annuncio di un nuovo pericolo.
Non è mancanza di gratitudine
Essere stati curati non impedisce di aver vissuto paura, perdita di controllo o solitudine. Sollievo e sofferenza possono coesistere. Riconoscere entrambe le dimensioni permette di avvicinarsi all’esperienza senza giudicarla.
Integrare ciò che è accaduto
La psicoterapia può aiutare a distinguere il rischio presente dal ricordo dell’allarme, recuperare un rapporto più abitabile con il corpo e integrare il percorso di malattia o cura nella propria identità, senza lasciare che la definisca interamente.
Che cosa viene valutato
Si considera il tipo di esperienza sanitaria, il grado di minaccia percepita, la perdita di controllo, il dolore, le cure ancora in corso e il modo in cui il corpo o gli ambienti medici riattivano l’allarme. Si osserva inoltre come l’esperienza abbia modificato fiducia, autonomia, relazioni e immagine di sé.
Il lavoro psicoterapeutico non sostituisce le cure mediche. Quando serve, si mantiene una distinzione chiara tra segnali che richiedono un approfondimento sanitario e reazioni legate al ricordo traumatico.
Lo sguardo di Rotte
Nel lavoro di Rotte si ricostruiscono le coordinate dell’esperienza sanitaria: ciò che è accaduto, ciò che continua a riattivare l’allarme e ciò che appartiene invece al presente. Il percorso mira anche a restituire spazio all’identità della persona oltre il ruolo di paziente.
Fonti e riferimenti
Riferimenti selezionati per l’inquadramento informativo della pagina. Non sostituiscono la valutazione del singolo caso.
Autrice e revisione clinica
Dott.ssa Katia Buonanno
Psicologa psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n. 7525. Testo scritto e revisionato clinicamente dalla professionista. Ultima revisione: 4 ottobre 2026.
Come iniziare
Per richiedere un primo colloquio in studio a Parma o online, puoi contattarmi e indicare brevemente il motivo della richiesta. L’incontro permette di comprendere la domanda e valutare insieme quale forma di intervento possa essere appropriata.
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